Dopo due mesi, con l’ord. 24/2017, la Corte costituzionale deposita la motivazione del c.d. “caso Taricco”.
corte costituzionale
ITALICUM: LA CORTE HA DECISO
Il comunicato stampa ufficiale della Corte costituzionale ci informa che:
- È stata respinta la richiesta di dichiarare inammissibile il ricorso. Sarà interessante leggere le motivazioni che la Corte produrrà su questo punto, perché accettare di giudicare nel merito una legge mai applicata rischia di sovvertire le regole processuali a cui la Corte è strettamente legata;
- È stata rigettata la censura sul premio di maggioranza al primo turno;
- È stato dichiarato illegittimo il ballottaggio al secondo turno, che quindi viene “cancellato” dalla legge elettorale;
- È stata dichiarata illegittima la disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. La scelta sarà determinata dal sorteggio.
Italicum alla Corte Costituzionale:
incrociamo le dita per oggi?
di Roberto Bin
Oggi l’udienza pubblica alla Corte costituzionale sulla legge elettorale, il c.d. Italicum. La politica e la stampa si aspettano un’indicazione su quale disciplina elettorale usare per le prossime elezioni: qualcuno pensa che la Corte riscriverà la legge, ovviamente sfornando una disciplina auto-applicativa (non si può restare senza una legge con cui andare al voto, sarebbe messa a rischio la democrazia), qualcuno pensa invece che l’Italicum la faccia sostanzialmente franca.
La Corte Costituzionale può introdurre
con una sentenza il ricorso
diretto di costituzionalità delle leggi?
di Roberto Bin
I partiti politici, dimostrando una volta di più la loro ignavia, attendono la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum per capire se è proprio necessario fare una nuova legge per andare alle elezioni. “Che gent’è che par nel duol sì vinta?” chiedeva Dante a Virgilio, contemplando appunto gli ignavi.
Bocciato il referendum sull’articolo 18
Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale, nella sua nota ufficiale, ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum della Cgil puntava ad abrogare le modifiche del Jobs Act allo Statuto dei lavoratori. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.
Leggi anche di Alberto Mattei: “Referendum Cgil: il quesito sull’art.18 e la soglia (scivolosa) dei 5 dipendenti”;
di Paolo Francesco Rossi: “Il referendum Cgil e la natura fiscale della legge sul Jobs Act”;
di Roberto Bin: “I quesiti dei referendum e il giudizio di ammissibilità della Corte”
Referendum Cgil: il quesito sull’art.18
e la soglia (scivolosa) dei 5 dipendenti
di Alberto Mattei
Sull’ammissibilità dei quesiti referendari proposti dalla CGIL la Corte costituzionale si pronuncerà a brevissimo. Sull’inquadramento delle questioni sottoposte alla Consulta sono disponibili, in rete, i contributi di molti esperti.
Il punto sulle Province: vanno al voto per i consigli,
ma sono indebolite dai tagli
di Roberto Bin
In questi giorni si svolgono le elezioni di metà dei Consigli provinciali (per i dati precisi clicca qui) e naturalmente questa è l’occasione per il riaccendersi delle polemiche sulle Province. Ma non dovevano essere abolite? Perché si è sottratta al voto popolare l’elezione dei loro organi?
CORTE COSTITUZIONALE
Andiamoci piano
con lo spoils system
La sent. 269/2016 della Corte costituzionale prosegue una lunga catena di pronunce sui meccanismi di spoils system introdotti dalle leggi regionali.
Uber contro taxi: 0 a 0
e palla allo Stato
di Edoardo Caruso
Con la sentenza n. 265 del 2016, depositata il 15 dicembre, la Corte Costituzionale è intervenuta sulla nota questione che vede contrapposti taxi e NCC, da un lato, e la piattaforma informatica Uber, dall’altro.
I quesiti dei referendum
e il giudizio di ammissibilità della Corte
di Roberto Bin
L’11 gennaio 2017 la Corte costituzionale sarà impegnata, come quasi ogni anno di questi tempi, a valutare l’ammissibilità dei quesiti referendari. Infatti la legge cost. 1/1953 ha affidato alla Corte questo ingrato compito, e l’art. 33 della legge 352/1970, che disciplina i referendum, impone alla Corte di fissare entro il 20 gennaio la Camera di consiglio per discutere e poi di pubblicare la sentenza entro il 10 febbraio.
Sul testamento biologico è scontro
tra Stato e Regioni.
Il Titolo V fa male alla salute?
di Carlo Magnani
Casi di sincronia e coincidenza istituzionale da leggere come auspicio positivo? Stefano Rossi segnalava su questo giornale il passo in avanti compiuto, in Commissione Affari sociali della Camera, dal disegno sul testamento biologico e come l’intervento del legislatore si renda necessario anche in virtù della recentissima sentenza della Corte costituzionale n. 262 del 14 dicembre 2016. Diamo un breve sguardo alla decisione.
Italicum: perché dalla Corte
non bisogna aspettarsi nulla
di Roberto Bin
Gli articoli di Fabio Ferrari e Alessandro Morelli hanno già ben messo in luce entro quali stretti margini si trovi a operare la Corte costituzionale a proposito dell’Italicum.